Aceto balsamico: no al tentativo di mettere in discussione i rigidi standard qualitativi di un’eccellenza del Made in Italy

L’Aceto Balsamico di Modena è una delle eccellenze universalmente riconosciute del Made in Italy. Ha una produzione certificata di oltre 97 milioni di litri l’anno, con un fatturato al consumo che raggiunge 1 miliardo di Euro.

Le aziende associate al Consorzio Tutela Aceto Balsamico di Modena IGP sono 50, tra di esse figurano marchi storici che operano fin dai primi del Novecento: tutte si devono attenere rigidamente ai parametri di produzione che consentono di adottare questa prestigiosa denominazione.

Federconsumatori, attraverso la sua struttura di Modena, è intervenuta nel tempo a tutela della qualità e dell’originalità della produzione, per smascherare le truffe e i diffusi fenomeni di contraffazione a danno dei consumatori.

Il percorso intrapreso dal governo sloveno in tal senso è del tutto nuovo e improbabile: ha notificato infatti alla Commissione Europea una norma tecnica nazionale in materia di produzione e commercializzazione degli aceti che cerca di trasformare la denominazione “aceto balsamico” in uno standard di prodotto.

“In pratica, attraverso tale misura, tentano di aggirare il sistema di tutela delle Dop e Igp. – afferma Emilio Viafora, Presidente Federconsumatori. – “Una norma improponibile, in netto contrasto con gli standard definiti dalla Comunità Europea, oltre che con i regolamenti che disciplinano il sistema di etichettatura e informazione del consumatore.”

In questo modo vorrebbero poter spacciare per aceto balsamico qualsiasi miscela di aceto di vino con mosto concentrato, sminuendo decenni di tradizione, cura e ricerca.

Ma non solo, questa misura aprirebbe una strada pericolosissima a danno dell’intero sistema agroalimentare di qualità europeo, ledendo così il diritto dei consumatori ad un'informazione corretta e trasparente sui prodotti che portano in tavola.

Ci uniamo all’appello rivolto da molti operatori al Governo affinché si opponga contro questo tentativo scorretto, che danneggia consumatori e produttori, mettendo in discussione l’intero sistema di riconoscimento degli standard Dop e Igp.

S.M.

"Realizzato nell'ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l'utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2018"

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