In occasione della 13ª Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare, Federconsumatori Emilia‑Romagna torna a ribadire l’urgenza di un cambiamento profondo, sia culturale che strutturale, nel modo in cui gestiamo il cibo. I dati diffusi dall’Osservatorio Waste Watcher International mostrano segnali incoraggianti, come una riduzione del 10% dello spreco settimanale pro capite, ma il quadro generale resta preoccupante: ogni italiano getta ancora 554 grammi di cibo a settimana, per un valore economico che supera i 7 miliardi di euro solo sul fronte domestico, e oltre 13 miliardi lungo l’intera filiera.
Frutta, verdura e pane continuano a essere i prodotti più sprecati, mentre cresce un altro indicatore allarmante: l’insicurezza alimentare. Sempre più famiglie, soprattutto nel Sud e tra i giovani della generazione Z, faticano ad accedere a cibo sufficiente e nutriente. Il rapporto parla di un indice che ha raggiunto quota 14,36, con aumenti del +28% nel Mezzogiorno e addirittura del +50% tra i più giovani.
Questi dati ci dicono che non possiamo più limitarci a buone intenzioni. Serve una svolta concreta: rendere più chiare le etichette, educare a scelte di acquisto consapevoli, migliorare l’organizzazione della filiera commerciale e distributiva, che ancora oggi contribuisce a far lievitare i prezzi e alimentare lo spreco.
Federconsumatori Emilia‑Romagna continuerà a promuovere campagne di sensibilizzazione e a offrire strumenti pratici per aiutare le famiglie a ridurre gli sprechi, tutelando al tempo stesso il potere d’acquisto e la sostenibilità. Lo spreco alimentare non è solo una questione economica, ma anche sociale e ambientale: affrontarlo con serietà è un dovere collettivo.
S.M. Finanziato nell’ambito del programma della RER con fondi MIMIT D.M. 31/07/2024 e D.D. 14/02/2025
