Entra nel vivo la stagione balneare. Sono molti i cittadini che, anche solo nei weekend, cercheranno di ripararsi dall’arrivo del caldo popolando i lidi, pronti a godersi l’esperienza del primo bagno.
Come di consueto l’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, in collaborazione con la Fondazione Isscon, ha realizzato il monitoraggio dei costi dei servizi balneari nella stagione 2026, segnata ancora da molte incertezze sull’assegnazione dei lidi: secondo i dati emersi, i costi aumentano mediamente del +2,7% rispetto al 2025. Nel dettaglio, a livello nazionale, cresce soprattutto il costo dell’abbonamento giornaliero (+4%). Aumenta anche il costo dell’abbonamento mensile e stagionale (entrambi +3%) e della sdraio tornata in voga (+3%). Si stabilizza, invece, il costo per il noleggio di pedalò, sup, canoe, sempre più in voga tra i bagnanti (+2%).
Aumenti sì contenuti, ma non dappertutto. La regione dove si registrano i maggiori rincari è la Calabria, che pur mantenendo costi nella media ancora relativamente contenuti rispetto al resto d’Italia, registra un aumento del +5,2% rispetto al 2025. Segue la Sicilia, che segue anch’essa la stessa dinamica, con il +4,3%. Infine, terzo classificato per gli aumenti, è il Veneto (+4%).
La ristrettezza dei bilanci familiari, messi a dura prova dal caro carburanti e dai prezzi in salute, spinge anche quest’anno i cittadini a cercare soluzioni per risparmiare: le formule happy hour o mezza giornata, per chi vuole godersi la comodità dello stabilimento dopo le 14:00 o solo la mattina (pagando fino alla metà dei costi applicati per l’intera giornata). Esistono anche altre strategie che consentono di abbattere i costi mettendo a disposizione di altre persone, per il periodo o le ore nelle quali non si è presenti in spiaggia, le attrezzature per cui si paga l’abbonamento (ovviamente a prezzo scontato). Sempre più diffusa tra gli stabilimenti la formula “all inclusive”, che abbina servizio spiaggia, pranzo, aperitivo e noleggio canoa o sup, con prezzi che possono variare da 35,00 a 60,00 euro a seconda del menu, della fila dell’ombrellone, nonché del giorno di fruizione (se infrasettimanale o nel weekend).
Non mancano, anche quest’anno, i servizi accessori legati alla prenotazione (specialmente quella online): molti stabilimenti, con il supplemento di circa 5 euro, consentono di aggiungere una “assicurazione maltempo”, che permette di cambiare giornata e non perdere l’importo speso in caso di temporale o condizioni meteo proibitive.
La parola chiave nelle spiagge quest’anno sarà sostenibilità: sono sempre più gli stabilimenti plastic free (che non vendono bevande in bottiglia e consentono di riempire le proprie borracce di acqua, gratuitamente), ci sono poi degli stabilimenti che, soprattutto a inizio stagione, fanno degli sconti a chi aiuta a ripulire la spiaggia (e il mare) da rifiuti e detriti.
Non trascurabile, infine, il rincaro di alimenti e pasti distribuiti presso gli stabilimenti: dall’acqua, ai tramezzini, alle pietanze servite nei ristoranti, il sovrapprezzo rispetto ai locali al di fuori degli stabilimenti può raggiungere anche il 40-45%. Inoltre, molti stabilimenti continuano a vietare, impropriamente, l’introduzione di cibi portati da casa.
Di seguito le tabelle con i costi in dettaglio.

