You are currently viewing Carta di credito revolving, cos’è e come funziona

La carta di credito revolving è una carta di credito che consente il pagamento dilazionato delle spese effettuate, ha la stessa funzionalità delle carte di credito tradizionali però il rimborso delle somme spese avviene in più rate mensili.

La carta di credito revolving è una carta in tutto e per tutto identica alle carte di credito ordinarie, poiché ha un codice IBAN, un codice CVC, un codice di sicurezza, per essere utilizzata anche per gli acquisti online.

Siamo, quindi, davanti ad un prodotto che è una carta standard e che, almeno dall’esterno, non ha alcuna differenza con le carte di credito tradizionali.

La carta revolving può essere utilizzata per qualsiasi acquisto e per prelevare denaro contante negli sportelli bancari, naturalmente senza superare il tetto massimo messo a disposizione dall’istituto di credito e/o finanziaria.

Solitamente, la carta di credito revolving ha un prestito incorporato, ciò significa che permette al titolare di effettuare acquisti, o prelievi, anche in assenza di disponibilità di liquidità sul conto corrente.

La carta di credito revolving può essere richiesta ormai in qualunque istituto bancario, dato che tutte le banche attualmente operanti in Italia offrono prodotti di questo tipo.

Tipicamente la banca, per rilasciare quello che è uno strumento di credito a tutti gli effetti, effettua dei controlli sulla solvibilità del richiedente, tenendo conto e valutando quelle che sono le sue effettive sostanze economiche, prima di affidargli una carta di questo tipo.

Per la richiesta della carta revolving, in genere, si richiedono documenti come il codice fiscale, la carta di identità, informazioni sul reddito con annessa produzione delle relative certificazioni e/o dichiarazioni fiscali, e ciò sia per quanto concerne il lavoro da dipendente che da libero professionista. Successivamente, segue una analisi dei fattori finanziari del soggetto richiedente da parte dell’istituto bancario e/o finanziario, il cui risultato sarà dato dal consenso o meno di affidamento della carta revolving.

La modalità di funzionamento è semplice, infatti con il rilascio della carta viene concesso al titolare un fido iniziale da utilizzare per acquisti e prelievi, poi ogni volta che il titolare effettua un acquisto o un prelievo di contante, questi utilizza una parte del credito messo a sua disposizione e quindi il credito disponibile diminuisce. I pagamenti effettuati dal titolare della carta, una volta coperti gli interessi maturati ricostituiscono in tutto o in parte la disponibilità del fido che può quindi essere nuovamente utilizzato.

Il pregio delle carte revolving è costituito dalla rata mensile da rimborsare unitamente alla gestione della stessa, poiché è possibile scegliere e/o concordare l’importo della rata stessa. L’ammontare della rata, in molti casi, può essere stabilito partendo da una soglia minima di rimborso generalmente compresa tra il 5-10% del fido prestabilito. Man mano che il titolare della carta rimborsa all’istituto emittente le rate da pagare, il suo fido si rigenera in modo da consentirgli di effettuare nuovi acquisti.

Alla base del meccanismo di ogni carta revolving c’è un limite massimo di debito accumulabile e una soglia minima di risarcimento mensile.

Il difetto delle carte revolving sono i costi della carta stessa, poiché oltre ai tassi di interessi che possono essere elevati, vanno considerate anche tutti i costi di gestione e le commissioni che vengono applicate nel momento in cui si effettua un prelievo.Quindi nel momento in cui si decide di attivare una carta revolving è importante prestare molta attenzione al tasso di interesse applicato. Infatti, il vantaggio della dilazione del pagamento degli acquisti effettuati dal titolare della carta prevede un costo aggiuntivo, che si traduce nella corresponsione di un tasso di interesse elevato sul prestito. Secondo le recenti stime divulgate dalla Banca d’Italia, il tasso medio applicato sul pagamento delle rate di una carta revolving è circa del 17%!

Gli elementi da considerare prima di attivare una carta revolving, per essere più consapevoli dei costi che si dovranno sostenere, sono:

Il TAN (Tasso Annuo Nominale): è l’indice di riferimento più semplice, in quanto rappresenta l’interesse da corrispondere annualmente all’istituto mutuante; ma gli interessi non si pagano una volta all’anno, bensì diluiti su ogni rata, per questo è più realistico il TAEG, che considera il pagamento rateale e non prevede, di conseguenza, nessun rimborso degli interessi maturati da parte del debitore durante l’anno;

il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale): è l’indice che illustra nel modo più realistico possibile il costo globale di un prestito; è un indicatore che non viene usato per il calcolo delle rate ma come strumento di comparazione, poiché offre una visione chiara e completa sul costo di ogni proposta di carta di credito revolving;

le spese di gestione: come la quota associativa annuale, il costo di invio dell’estratto conto mensile (che varia tra 1,00 e 3,00 Euro) e il tasso di interesse che viene applicato ad ogni singola rata pagata.

Tipicamente, l’estratto conto mensile di una carta revolving elenca: le spese e/o i prelievi effettuati con la carta, la rata mensile e le spese di gestione addebitate, il credito usato ed il fido nuovamente disponibile.

Le carte revolving offrono poi modalità di utilizzo diverse da quelle degli ormai tradizionali finanziamenti finalizzati. In primo luogo, utilizzando una carta di credito di questo tipo è possibile acquistare immediatamente qualsiasi bene (entro i limiti del fido disponibile) senza dover presentare documenti ed attendere autorizzazioni. Le carte revolving inoltre mettono a disposizione del titolare un credito che si ricostituisce mano a mano che le somme utilizzate vengono rimborsate, mentre nel tradizionale prestito finalizzato ogni finanziamento costituisce una pratica a sé stante.

Per non correre il rischio di sovraccaricarsi di spese è bene usare la carta di credito revolving in modo intelligente. La carta revolving è particolarmente indicata per l’acquisto di beni durevoli mediamente costosi (come: elettrodomestici, casalinghi, oggetti d’arredamento, articoli per il giardino, ecc.), poiché è possibile estinguere il loro pagamento in poche rate accumulando una quota di interessi accettabile.

E’, invece, sconsigliato utilizzare una carta di credito revolving per il pagamento delle spese quotidiane, in quanto meno prevedibili ed amministrabili, quindi è possibile andare in contro a costi molto elevati dovuti al continuo pagamento di interessi (applicati alle spese effettuate mese per mese).

E’ facile comprendere la ragione per cui le banche e le finanziarie continuino a promuovere le carte revolving, infatti rispetto alle carte di credito classiche, le carte di credito revolving sono molto più redditizie per gli istituti emittenti, grazie agli elevati interessi applicati sulle rate pagate.

In conclusione, la principale differenza tra carta di credito tradizionale e carta di credito revolving consiste nel fatto che invece di avere un addebito posticipato in un’unica soluzione della somma da rimborsare all’istituto emittente, si ha la possibilità di risarcire a rate mensili l’ammontare della spesa effettuata. Gli svantaggi di possedere una carta revolving sono quelli di dover sostenere dei costi elevati rappresentati

(I) dal pagamento di un tasso di interesse sulle rate,

(II) dal pagamento di spese di gestione elevate e

(III) dalla maturazione di interessi passivi in caso di mancato rimborso del debito.

Infine, nel caso in cui non venga pagata la rata della carta revolving per tempo, si andrà incontro alla procedura di recupero, che prevede il blocco della carta fino a quando non sarà stato pagato il dovuto (maggiorato delle spese e interessi di mora) e la segnalazione del titolare della carta al SIC (il sistema di informazione creditizio), che è una banca dati in cui sono registrati i “cattivi pagatori” e che viene normalmente consultata dagli istituiti di credito e dalle finanziare per la concessione di finanziamenti e/o prestiti.

Santini Maruska, consulente Federconsumatori Rimini a.p.s.

Foto di Michal Jarmoluk da Pixabay 

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