Al momento stai visualizzando Affitti brevi e  turistici, dilagano in Emilia Romagna i self check-in illegali

La Fondazione Isscon e Federconsumatori Emilia Romagna hanno aggiornato la ricerca sulla regolarità e la sicurezza degli affitti brevi nelle provincie emiliano-romagnole, concentrandosi in questa analisi sul self check-in nelle diverse province della nostra Regione. Come già rimarcato in un recente rapporto nazionale di Isscon, cresce in generale il peso dei grandi gestori di immobili, con decine o centinaia di appartamenti gestiti, quasi sempre per conto dei proprietari. Quella del self check-in è una modalità diffusa in modo massiccio proprio in queste realtà, incapaci di gestire il ricevimento “tradizionale”.

Nella ricerca nazionale, basata sui dati di otto grandi città italiane, su 7.500 appartamenti in affitto breve presenti su Airbnb, ben il 41,5% risultava avere il self check-in come unica modalità di accoglienza. Con questo meccanismo, va ricordato, il cliente non ha contatti diretti con l’affittuario; generalmente viene fornito al cliente un codice da digitare in una tastiera, posta all’ingresso del condominio e, nelle città dove è ancora consentito, mediante la Key-box. Ecco la situazione del self check-in in Emilia-Romagna rilevata in questi giorni da Isscon e Federconsumatori Emilia Romagna.

La verifica ha riguardato le città capoluogo e porzioni della provincia. A Bologna ha riguardato solo il centro storico e alcuni quartieri, in prevalenza la Bolognina. Su 7.794 strutture monitorate 2.802, il 36%, risultano avere come modalità di accoglienza il self check-in. Va detto che i capoluoghi hanno sempre numeri maggiori rispetto alla provincia, come ben dimostrato dal dato di Bologna. Ecco i dati dei diversi territori:- Bologna Centro Storico: su 925 strutture, 436 (47%) sono dotate di self check-in.- Bologna quartieri esterni al centro: su 499 strutture, 196 (39%) sono dotate di self check-in.- Ferrara provincia: su 957 strutture, 308 (32%) sono dotate di self check-in- Forlì Cesena provincia: su 899 strutture, 256 (28%) sono dotate di self check-in.- Modena provincia: su 981 strutture, 404 (41%) sono dotate di self check-in.- Parma provincia: su 959 strutture, 417 (43%) sono dotate di self check-in.- Piacenza provincia: su 186 strutture, 58 (31%) sono dotate di self check-in. – Ravenna: su 919 strutture, 268 (29%) sono dotate di self check-in.- Reggio Emilia: su 501 strutture, 133 (27%) sono dotate di self check-in.- Rimini: su 968 strutture, 326 (34%) sono dotate di self check-in. Ribadiamo ancora una volta che il self check-in è un meccanismo vietato e illegale.

Anche con una circolare del 18 novembre 2024 il Ministero dell’Interno ha confermato l’assoluto divieto a tutte le forme di self check-in. E’ quindi chiarissimo l’obbligo, posto a carico dei gestori di strutture ricettive di ogni genere e tipologia, nel rispetto dell’articolo 109 del TULPS, di verificare l’identità degli ospiti tramite verifica de visu della corrispondenza tra persone alloggiate e documenti forniti, comunicando i dati alla Questura territorialmente competente, tramite il portale Alloggiati Web della Polizia di Stato. Tali regole si applicano anche ai locatori o ai sublocatori che affittano immobili o parti di esso con contratti di durata inferiori ai 30 giorni. Tutto questo al fine di tutela della pubblica sicurezza, evitando che persone pregiudicate, sospette o ricercate possano nascondersi in esercizi ricettivi. Anche su questo tema il comportamento di Airbnb, ed in generale dei portali specializzati in affitti turistici, e’ più che discutibile, nei fatti connivente con chi non rispetta le norme di Legge, e quindi sanzionabile, al pari degli operatori. Federconsumatori Emilia Romagna ritiene importante il percorso avviato dalla Regione Emilia Romagna per la costruzione di norme che affrontino l’effetto degli affitti brevi sui nostri capoluoghi, a partire dallo snaturamento dei centri storici, dall’espulsione degli abitanti, sui costi e sulla reperibilità degli affitti, sull’aumento del costo degli immobili. Ma è condizione per noi essenziale e preliminare garantire il rispetto delle norme già esistenti. Quelle fiscali, aggirate per anni da operatori e portali e quelle di sicurezza, con la grandissima maggioranza di strutture che non rispettano gli obblighi di legge, mettendo a rischio l’incolumità dei turisti. Infine quelle oggetto di questo testo, rispetto alle quali, sino ad oggi, l’attenzione dei soggetti preposti ai controlli non è stata sufficiente.

485 Visite
  • Categoria dell'articolo:NEWS / TRASPORTI E TURISMO /
  • Tempo di lettura:4 minuti di lettura