Riceviamo in questi giorni moltissime lamentele e richieste di aiuto da parte dei cittadini, che dall’esprimono forte disappunto per le misure prospettate in relazione alla pensione anticipata.

Siamo pienamente d’accordo con il principio di consentire la più ampia possibilità di scelta ai cittadini su quale sarà il loro futuro, ma non quando tal futuro si prospetta una condanna ad indebitarsi a vita.

Dare l’ebbrezza di un mutuo ventennale a una persona alle soglie dell’età di pensionamento, ormai molto avanzata, è a nostro avviso un paradosso improponibile, anche da un punto di vista etico.

Al di là dell’assurdità di tale disegno, vi sono anche forti controindicazioni a livello pratico ed economico. Dopo aver lavorato una vita, l’aspirante pensionato dovrebbe infatti rinunciare ad una cospicua fetta della propria pensione (che potrebbe essere decurtata anche del 15-20%), pur di risparmiarsi fino a 3 anni e 7 mesi di lavoro.

Ma l’aspetto peggiore è quello relativo ai risvolti, che qualcuno non dice, di tale operazione. Dietro alla concessione di tali forme creditizie si nasconde, infatti, l’ennesimo e generoso regalo a banche ed assicurazioni: vi saranno infatti onerosi costi assicurativi e ricchi introiti per le banche.

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