Il rapporto sull’azzardo a Bologna e nell’Area Metropolitana, che qui presentiamo, si inserisce all’interno del Progetto “Bologna non s’azzarda”, voluto dal Comune di Bologna, le cui azioni sono condotte da Federconsumatori Emilia-Romagna e da Avviso Pubblico. Per la prima volta sono stati esaminati, in modo coordinato, i numeri dell’azzardo legale, online in particolare, dei 55 Comuni della Città Metropolitana. In una analisi che ripercorre i dati anche per Distretto Sanitario vengono forniti i numeri dell’imponente rete di esercizi dotati di slot machines e apparecchi da azzardo. Assieme ai dati puntuali dell’azzardo online, presentiamo una stima dell’azzardo fisico, i cui numeri sono dal 2019 oggetto di restrizioni nella comunicazione. Una operazione che consente, per i maggiori Comuni, di ricomporre gli indispensabili numeri complessivi dell’azzardo comunale, presentando diverse mappe di intensità e di tendenza, ed evidenziando le “crisi da azzardo”. Ad una decina di comuni, tra cui Bologna, viene dedicata una specifica scheda di sintesi, con la distribuzione per singola tipologia di azzardo, con l’evoluzione a partire dal 2019, la raccolta pro capite, le perdite e altro ancora. Chiude il rapporto un approfondimento sul Gratta&Vinci, i cui effetti negativi sono storicamente sottovalutati. Questo lavoro si inserisce all’interno del lavoro più complessivo di Federconsumatori in materia di azzardo, a partire dai report nazionali (Il libro nero dell’azzardo e Non così piccoli), a quelli regionali (Emilia-Romagna e Lombardia), e quelli a carattere provinciale o di singoli distretti sanitari. Un lavoro reso sempre più difficile dalla restrizione alla diffusione dei dati adottata dal Parlamento nel 2019, con l’incomprensibile divieto di pubblicizzazione dei dati comunali delle slot, i giochi fisici più diffusi. Da allora, progressivamente e senza seri supporti normativi, Agenzia Dogane e Monopoli ha esteso tali divieti prima ad altri giochi fisici e poi, da quest’anno, al fenomeno in maggiore crescita: l’azzardo online. A fronte di una nostra ripetuta richiesta di accesso agli atti, avanzata ad ADM, sono stati negati i dati dell’azzardo online per i Comuni al di sotto dei 10.000 abitanti, che sono l’85% dei quasi 8.000 Comuni italiani; tra questi il 60% dei Comuni dell’Area Metropolitana di Bologna. Questo rapporto non sarebbe quindi esistito senza la disponibilità di due deputati, che nei mesi scorsi hanno ottenuto per vie parlamentari i dati dell’azzardo online per ogni singolo Comune italiano, e ce li hanno trasmessi. Nell’arco di sei anni (2019-2024) l’azzardo cresce, a livello nazionale, del 42,5%. Dentro a questo numero l’azzardo da remoto è quasi triplicato. I 157 miliardi di raccolta nel 2024 hanno superato largamente i 134 miliardi di finanziamento al Servizio Sanitario Nazionale. Numeri spaventosi, con le perdite degli italiani che raggiungono le dimensioni di una Finanziaria. Numeri che si possono comprendere meglio quando declinati a livello locale, perché costringono ad interrogarsi sulla natura e sugli effetti di questo fenomeno. Se l’azzardo fisico è già di per sé poco visibile, quello online, che nella Città Metropolitana ha sorpassato quello fisico, è decisamente invisibile. O meglio, lo è in assenza di dati e numeri, e della loro declinazione nel territorio in termine di effetti economici e sociali. Questo rapporto vuole essere un contributo a chi vorrà cimentarsi in un bilancio sociale dell’azzardo nel territorio bolognese, non limitandosi al facile conteggio delle entrate da tassazione nel bilancio Statale, peraltro declinanti.
Area Metropolitana, in sei anni l’azzardo complessivo cresce del 38%. Nel 2019 il totale raccolto in azzardo nell’AM era di 1,794 miliardi. Nel 2024 è salito a circa 2,48 miliardi, con una crescita del 38,2%. Nello stesso periodo il Comune di Bologna passa da 869 milioni a circa 1,044 miliardi, con una crescita del 20,1%, decisamente inferiore a quella dell’Area Metropolitana. Nel 2024, rispetto all’anno precedente, l’azzardo è cresciuto del 9% nella AM e del 9,2% a Bologna. Una crescita dovuta in gran parte all’azzardo in remoto, quello che si pratica su smartphone e PC, che in un solo anno cresce del 17% sia a Bologna che nell’AM, con una crescita di ben 186 milioni. Sbaglia chi immagina la progressiva sostituzione dell’azzardo fisico con quello online; nel 2024 a Bologna e nell’AM tornano a crescere, seppure in maniera contenuta, slot, gratta&vinci e scommesse nelle sale giochi.
Bologna e AM, in sei anni l’azzardo fisico è calato del 17,8%. Nell’AM negli ultimi anni, a seguito dell’applicazione della Legge Regionale in materia di distanziamento, sono state chiuse una cinquantina di sale slot, influenzando in diversi Comuni, tra cui Bologna, i numeri della raccolta. Nell’AM i diversi giochi fisici raccoglievano nel 2019, anno prepandemico, 1,305 miliardi di euro; nel 2024 si attestano a 1,073, con una riduzione del 17,8%. Ancora più vistoso il dato della Città di Bologna, dove il calo è stato del 21,2%. Ma i record si registrano a Casalecchio (-35,7%) e a Castel Maggiore (-50,3%), dove per effetto delle chiusure le Videolottery si sono rispettivamente ridotte a una e a nessuna. Solo due i Comuni in controtendenza, San Lazzaro e Valsamoggia, dove si registra in sei anni una crescita del 3% del gioco fisico, anche per effetto di nuove aperture o di riaperture.
Se il gioco fisico cala quello online esplode; + 187% nell’AM, +143% a Bologna. In sintonia con i dati nazionali l’azzardo online cresce vertiginosamente anche nel bolognese, raggiungendo il +187% nell’AM. Assieme ai due casi limite di Zola e Calderara di Reno, di cui parliamo più avanti, colpisce nei Comuni maggiori la crescita del 517% registrata a San Giovanni in Persiceto, quella del 455% a Budrio e del 432% a Pianoro. Diversi i Comuni sopra il 300%, tra questi Crevalcore, Malalbergo, Baricella e Gaggio Montano. Molto in alto Castel del Rio, + 642%, Grizzana Morandi + 746% e Fontanelice, con un incredibile + 2.046%, frutto di improvvise grandi puntate al gioco nel 2024. Va ricordato che nei piccoli Comuni anche un solo grandissimo giocatore può influire vistosamente sulla media pro capite. Per quel che riguarda la Città di Bologna la crescita del segmento online è del 143% in sei anni, al di sotto di 43 punti dalla crescita media dell’Area Metropolitana. Nel rapporto stimiamo che attualmente i giocatori online siano stimabili in 50.000 unità, nell’AM. Un dato che comprende giocatori compulsivi e occasionali, ma con una quota media mensile
giocata che supera i 2.300 euro, vale a dire 28.000 euro all’anno. La Città e l’AM sono singolarmente vicine nella media del giocato pro capite online, con 1900 euro pro capite. Per determinare le medie in questo ambito abbiamo preso a riferimento la fascia d’età da 18 a 74 anni, nella quale si concentra la quasi totalità dei giocatori. Zola ha raggiunto i 133 milioni di euro giocati online, i 9.608 euro pro capite, e Calderara i 53 milioni, pari a 5.356 euro pro capite. A Zola il 90% del giocato complessivo è online; qui nel 2024 si è registrata una ulteriore crescita del 22% sul 2023. In Italia Zola è il secondo Comune italiano per azzardo online pro capite, dietro Castel San Giorgio (Sa) e davanti a Isernia, Patti (Me) e San Cipriano d’Aversa (Ce). Uno dei motori dei numeri di Zola è il Betting Exchange, perfettamente legale, ma accusato da più fonti di essere uno dei canali favoriti per il riciclaggio di capitali malavitosi o provenienti da settori economici caratterizzati da forti irregolarità. Ad accrescere le perplessità su quanto accade nei due Comuni il rapporto tra vincite e perdite. Nell’online il pay-out, cioè quanto restituito in vincite, è attorno al 95%; Calderara è l’unico Comune dell’AM, ma forse della Regione, a superare il 100%. L’altro Comune che si avvicina a quel dato, con il 98,9%, è Zola Predosa.
Una rete di azzardo ipertrofica. Sono 720 gli esercizi dotati di slot machines e apparecchi da azzardo; di questi 254 sono nel Distretto Sanitario della Città di Bologna. Fortissima la presenza di slot nei bar o esercizi assimilabili; 157 a Bologna, 487 nell’AM. La maggior concentrazione, in rapporto agli abitanti, è nel Distretto Sanitario di Imola, dove il rapporto è un esercizio ogni 1.166 abitanti, contro una media dell’AM di uno a 1420. Ma il record negativo è nel Distretto Appenninico, dove il rapporto scende ancora, con un esercizio ogni 1.000 abitanti; un dato in contraddizione con il giocato pro capite, che vede questo territorio all’ultimo posto. Una rete di azzardo, alla quale si aggiungono le migliaia di luoghi dove sono in vendita i gratta&vinci, che non possiamo che definire ipertrofica.
Quanto gioca mediamente ogni bolognese? I 2,48 miliardi “investiti” complessivamente in azzardo corrispondono a 2.834 euro pro capite per maggiorenne. Tre i Distretti Sanitari oltre i 3.000 euro: Reno, Lavino e Samoggia con 3.398 euro pro capite, Pianura Ovest con 3.235 euro, Bologna con 3.093. Fanalino di coda l’Appennino, con 1.856 euro, mentre Pianura Est registra la crescita maggiore in un anno, +13%.
Sono quattro i Comuni, nella nostra mappa riferita all’azzardo comunale complessivo, ad essere tracciati in nero; sono San Giorgio in Piano (3.320 euro pc), Sant’Agata B. (3.497 euro pc), Calderara di Reno (6.100 euro pc) e Zola Predosa, con 8.950 euro per ogni cittadino maggiorenne. Trai Comuni più grandi spicca il dato di San Lazzaro di Savena, 2.932 euro, ma è certamente Bologna che, coi già citati 3.093 euro, porta in alto la media dell’Area Metropolitana, che già nel 2025 potrebbe superare i 3.000 euro pro capite.
Quanto è stato perso nel 2024? Bologna si è impoverita, nel solo 2024, di 143 milioni di euro, l’Area Metropolitana di 333 milioni. Impoverimento di uomini e donne, di famiglie, in un contesto dove continuano a crescere l’area della povertà e il sovraindebitamento. Dove crescono i drammi “inspiegabili”, nei quali a volte le dipendenze sono protagoniste, e tra queste l’azzardo, con i disturbi da gioco d’azzardo che dal 2012 sono riconosciuti in Italia come un problema di salute pubblica L’azzardo rappresenta una tassa sulla povertà, che gravano maggiormente sulle categorie sociali più deboli e vulnerabili. Inoltre esiste una relazione inversa fra la situazione socioeconomica finanziaria e l’incremento della raccolta complessiva dei giochi d’azzardo. All’acutizzarsi della crisi corrisponde una crescita della propensione al gioco e una conseguente contrazione dei consumi. Motore di questa dinamica, alimentata dalla crescente pubblicizzazione dei giochi d’azzardo legali, è l’idea illusoria di una vincita in grado di garantire la risoluzione “in un colpo solo” dei problemi economici correlati alla crisi. I 333 milioni persi corrispondono al reddito netto di 18.300 lavoratrici e lavoratori a tempo pieno, 1.400 euro per 13 mensilità. Come se sparisse il reddito dei lavoratori dipendenti di Casalecchio. Per restituire le dimensioni di quanto perso nell’Area Metropolitana si può anche dire che con quelle cifre si potrebbero costruire ogni anno due Ospedali da 500 posti letto. In dieci anni venti nuovi e moderni Ospedali. E per restare ai sogni, via i Ticket, via le liste d’attesa e grossi problemi per la Sanità privata, non più così necessaria. Sogni ovviamente, paragoni impossibili, ma meglio tenerne conto, quando pensiamo ai problemi ed alle opportunità di Bologna e dell’Area Metropolitana.
Dediche finali
Il nostro rapporto è dedicato agli uomini e alle donne che nella Sanità Pubblica lavorano per il contenimento dei disturbi da gioco d’azzardo. Il loro è un lavoro straordinario e non abbastanza valutato, e confidiamo che questo testo possa essere loro utile.
E poi lo dedichiamo alle ragazze ed ai ragazzi, oggetto del frenetico marketing delle imprese del settore, aiutate dall’allentamento evidente del divieto di pubblicità dell’azzardo. Alcune statistiche riferiscono che il 30% dei ragazzi e delle ragazze da 14 a 17 anni gioca d’azzardo, con diversa intensità. Ancora più preoccupante è il fatto che uno su sette si vede nel futuro come giocatore d’azzardo, o trader online, a maneggiare criptovalute come fossero gratta&vinci.
Ma a loro, che sono il nostro futuro, dedicheremo una specifica indagine.
Federconsumatori APS Emilia Romagna
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