Il provvedimento del CIPE che conferma il finanziamento di 237 mln/€ certifica il tramonto definitivo del Metrò per Bologna nato nel 2001. Un primo progetto mai nato, seguito poi dalfallimentare CIVIS, i cui 48 mezzi stanno arrugginendo nei piazzali di ATC/Tper. Ancora ai blocchidi partenza il People Mover che non convince pienamente per il pesante impatto ambientale e lelimitate risposte all’utenza.

Un’opera che contraddice l’annunciato potenziamento del Servizio Ferroviario Metropolitano(SFM) e ignora le infrastrutture ferroviarie già esistenti intornoall’aeroporto. Una sequela di priorità annunciate e smentite nel corso degli anni che non fa onorealle amministrazioni coinvolte e che ha lasciato finora “appiedati” i cittadini-utenti.Secondo i progetti presentati dalle amministrazioni interessate, questi 237 milioni “restituiti”dal CIPE serviranno per il completamento del SFM con nuove stazioni e l’acquisto di nuovi convoglie l’ampliamento della rete di filobus.

Una scommessa condivisa tutta da vincere, che sarà possibile solo con la reale disponibilità dell’integrazione dei diversi mezzi di trasporto, parcheggi scambiatorie l’uso di un unico biglietto/abbonamento. Senza ulteriori ritardi deve essere attivata nell’interaRegione la tariffazione integrata STIMER, condizione necessaria per la reale fruibilità integrata deimezzi di trasporto. Le frequenti aggregazioni delle imprese del settore, T per in primis, hanno partorito nuovi CdA e nuovi manager che non hanno ancora prodotto i vantaggi annunciati.

La Regione Emilia-Romagna riconosce la drammatica situazione del Sistema Ferroviario Regionale (SFR) in progressivo degrado, dove paradossalmente aumenta la domanda di trasportoe diminuisce la disponibilità di posti sui treni regionali. Treni vecchi e spesso guasti che Trenitalia non intende rinnovare alle attuali condizioni contrattuali, mentre gli acquisti finanziati da Regione eTper vengono consegnati con anni di ritardo. La Regione Emilia-Romagna, a cui va riconosciuto la destinazione di risorse sostitutive dei mancati trasferimenti dallo Stato, deve garantire la reale disponibilità di servizi adeguati per numero, qualità e risorse nell’intero territorio regionale. Una condizione necessaria per garantire il diritto alla mobilità e le prospettive di sviluppo.

Un’occasione favorita dal cambio d’orario di dicembre, quando dovrebbe cessare l’asservimento del SFR alle esigenze dei treni dell’Alta Velocità, finalmente dotati di sede propria.

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