Ancora una volta Mauro Moretti (AD gruppo FS) annuncia un potenziamento dell‘offerta commerciale delle “FRECCE” che, con il prossimo orario, saliranno complessivamente a 231. Un ulteriore incremento che sembra più attento alla concorrenza che alle esigenze dei propri clienti, in Emilia Romagna ancora alle prese con le strutture largamente incomplete delle stazioni AV per parcheggi, scale mobili, servizi e i disagi conseguenti al meteo. Ritardi nei lavori di completamento che gravano direttamente sulle spalle degli utenti che pagano tariffe “a mercato” per servizi e infrastrutture ancora indisponibili. Lavori che procedono con lentezza esasperante.

Ancora più emblematica l’Alta Velocità attivata sulla Bologna-Rimini che dal 15 dicembre vedrà 6 nuovi treni di Italo/NTV, che andranno ad aggiungersi ai Frecciarossa già operativi. Un prodotto “ibrido” che offre servizi e comfort AV a bordo-treno ma che condivide le infrastrutture non-AV della linea ferroviaria utilizzata anche da tutte le altre tipologie di treni, regionali compresi. Vantaggi relativi dimostrati dal Frecciarossa 9592 che impiega 1 ora e 13 minuti sulla tratta Rimini-Bologna, lo stesso tempo impiegato da alcuni treni regionali.

Da apprezzare un’offerta complessiva più ampia che non esclude vantaggi e comfort dell’AV, ma che non deve arrecare pregiudizio alle prestazioni già insufficienti di treni regionali e altri treni a lunga percorrenza. Risulta invece che sul nuovo orario, nella tratta Rimini-Ancona, alcuni treni regionali delle fasce pendolari subiranno rallentamenti di alcuni minuti ( R2124, 2920, 11547 etc.)

Quando l’AD Moretti preannuncia l’acquisto di nuovi treni regionali per 3 miliardi di euro, è consapevole che questi treni andranno a rinnovare il parco-rotabili di almeno 7 regioni, con l’esclusione dell’Emilia Romagna. Una sorta di ritorsione nei confronti della Regione che ha scelto la disdetta del contratto di servizio proprio per il mancato acquisto di nuovi treni per l’adeguamento previsto del parco-rotabili. Una scelta inaccettabile che finisce per punire proprio gli utenti della Regione che paga puntualmente i servizi commissionati, di questi tempi un’eccezione.

Per gli utenti dell’Emilia Romagna ancora brutte notizie con l’unico conforto dei treni, purtroppo insufficienti, acquistati direttamente dalla Regione. Non resta che attendere i tempi lunghi della nuova gara per l’assegnazione del servizio ferroviario regionale, con la previsione che i nuovi gestori provvederanno al rimpiazzo dei treni attuali, mediamente con 35 anni di anzianità.

G.P.

Spesa relativa all’intervento “La formazione e la tutela dei cittadini consumatori-utenti del programma generale della Regione Emilia-romagna finanziato dal Misnistero dello sviluppo Economico ai sensi del D.M. 26/5/2010

 

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