L’ultimo provvedimento di RFI di chiudere l’accesso ai binari dal sottopasso del Piazzale Ovest di Bologna Centrale con lo scopo dichiarato di contrastare le attività di facchini abusivi, pur rappresentando un segnale restrittivo per la mobilità dei passeggeri, non ha raggiunto lo scopo di arginare queste attività che sono continuate imperterrite anche in questi giorni.Nei mesi di luglio ed agosto gli utenti dell’impianto ferroviario hanno subito pesanti disagi peri lavori di ammodernamento dei sottopassi e l’installazione delle scale mobili per l’accesso ai binaridi superficie. Mesi di disagi e disservizi che facchini abusivi hanno utilizzato per trasformarsi in vere bande organizzate, che offrono gentilmente aiuto a viaggiatori in difficoltà per salire oscendere le scale dei sottopassi con bagagli pesanti. Una volta terminato il “servizio”, ai malcapitati viaggiatori viene richiesto denaro che, se rifiutato, genera la reazione aggressiva degli abusivi.Tutto ciò malgrado la vigilanza di polizia pubblica e privata e personale delle imprese ferroviarie, evidentemente sprovvisti di strumenti adeguati a contrastare il fenomeno. Per Federconsumatori l’invadenza e l’aggressività messa in atto quotidianamente da queste bande, sottovalutato nei primi mesi, non garantisce il libero accesso dei passeggeri agli impianti e ai servizi ferroviari, un diritto garantito da leggi italiane e regolamenti europei. Non occorrono quindi provvedimenti restrittivi nei confronti degli utenti, ai quali va restituita la piena agibilità di una stazione afflitta da cantieri perenni, ma un contrasto maggiore all’attività illecita svolta informa organizzata da questi individui, valutando anche eventuali violazioni di rilevanza penale.

Giuseppe Poli

Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento 2013 della Regione Emilia Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

 

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