You are currently viewing La blockchain nella filiera agroalimentare

La Blockchain negli ultimi anni ha fatto il suo ingresso nella filiera agro-alimentare, apportandone numerosi benefici.

Si tratta di una tecnologia informatica che permette di immagazzinare informazioni senza che queste siano sovrascrivibili e, di conseguenza, modificabili, assicurando, con certezza matematica, quando e da chi sono state dichiarate le suddette informazioni.

La filiera agro-alimentare ha iniziato a servirsene per supportare il processo di tracciabilità del prodotto: la garanzia di immutabilità delle informazioni promessa dalle piattaforme Blockchain, infatti, non solo migliora la trasparenza della filiera, ma aiuta a combattere le frodi alimentari. Inoltre, permette di identificare i lotti di alimenti non sicuri per la salute umana, così da aumentare la tempestività ed accuratezza degli interventi di ritiro dal mercato e di richiamo, qualora gli stessi alimenti abbiano già raggiunto il consumatore.

Solitamente i prodotti alimentari necessitano di molteplici passaggi prima di arrivare nelle case dei consumatori: si parte dal produttore, per passare ad un primo trasportatore, poi un confezionatore, un secondo trasportatore, un mercante all’ingrosso, un terzo trasportatore, fino ad arrivare al mercante al dettaglio. Basta che uno solo di questi attori falsifichi la data di produzione o modifichi la temperatura di conservazione, per far arrivare sulla tavola del consumatore un prodotto diverso da quello cui crede di avere accesso. Questo rischio è fortemente limitato se viene applicata a tutta la filiera una tracciatura registrata in Blockchain, perché i soggetti coinvolti nella produzione e distribuzione degli alimenti annotano all’interno di un registro condiviso ogni informazione, non modificabile, su movimento e trasformazione del prodotto, comprese le informazioni ambientali.

Quali sono, nello specifico, i vantaggi per il consumatore?

Un sistema come sopra delineato potenzia il rapporto di fiducia tra produttore e consumatore e mette quest’ultimo nella condizione di poter fare scelte consapevoli ed informate, avendo a portata di click tutte le informazioni legate alla vita dell’alimento. Al supermercato, ormai, sono diversi i prodotti alimentari che presentano nell’imballaggio un QR-CODE. Grazie alla sua scansione, in pochi secondi, possiamo venire a conoscenza, per esempio, di quando è iniziato il processo di produzione, quali materie prime sono state usate e la loro provenienza, da chi e come è stato confezionato il prodotto, anche quando lo stesso ha raggiunto lo scaffale del supermercato.

Dott.ssa Giulia Pizzagalli, consulente Federconsumatori Rimini a.p.s.

Realizzato nell’ambito del Progetto La città, il territorio e le nuove sfide/L.R. 4/17, annualità 2021

273 Visite