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Coronavirus, stop alle speculazioni sulle mascherine

La legge della domanda e dell'offerta dice che se aumenta la domanda di un bene i prezzi del quel bene aumentano e viceversa scendono se viene meno la domanda.

Stando a questa elementare legge del mercato, dato che di mascherine di protezione dal virus ne avremo tutti sempre più bisogno per diversi mesi, il prezzo è destinato a salire alle stelle.

L'ultimo caso segnalato a Federconsumatori Parma mostra come, nel giro di una settimana, il costo della stessa mascherina sia quintuplicato, passando da 50 centesimi a 2.50 euro al pezzo.

L'acquisto è avvenuto in una farmacia cittadina che si è giustificata asserendo che anch'essa è vittima di un rincaro del prezzo di acquisto. Vero? L'associazione non ha gli strumenti per verificarlo ma ha fiducia nella deontologia e nella buona fede del farmacista. I controlli li farà chi di dovere.

Rimane (e per molto tempo) il problema per i consumatori che in questo caso non possono essere lasciati in balia del gioco della domanda e dell'offerta come se si trattasse di beni voluttuari in una situazione di normalità. Qui si tratta della salute propria e degli altri cittadini. Non è giusto e tanto meno è pensabile che le famiglie, ancor di più quelle numerose e in ristrettezze economiche, debbano affrontare, da ora ai prossimi mesi, spese non irrilevanti per dotarsi di uno strumento indispensabile.

Le autorità, dai Comuni passando per la Regione e arrivando al Governo, devono porsi il problema di salvaguardare i cittadini da questa "sovrattassa", prevedendo interventi che, oltre a rendere le mascherine facilmente reperibili, lo consentano a prezzi molto bassi e in talune situazioni gratuitamente.

Senalate casi come questo alle nostre sedi territoriali che operano durante l’emergenza Covid19 con queste modalita; e orari:  https://bit.ly/3417uJQ.

Fabrizio Ghidini

Foto di Khawaja Masud da Pixabay 

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia Romagna, con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2018”

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