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Sempre più spesso sentiamo parlare di “Economia Circolare” ma cos’è di preciso?

Con questa espressione si indica un sistema economico che possa garantirsi la propria ecosostenibilità. Quando si parla di economia circolare quindi, si fa riferimento ad un sistema che si contrappone al modello economico di riferimento degli ultimi decenni quello che potremmo sintetizzare in “produzione-consumo-smaltimento”.

Ogni anno un cittadino dell’Unione Europea produce in media 4,5 tonnellate di rifiuti, metà dei quali vengono ancora smaltiti in discarica. La transizione a una economia circolare parte dal concetto che il “rifiuto” possa essere una risorsa e, in quest’ottica, il riutilizzo, la riparazione, il riciclo e la capacità di rinnovare diventano i comportamenti virtuosi che permettono ad una società di diventare ecosostenibile.

Questo cambio di paradigma sarà possibile soltanto se le imprese adotteranno un cambio nelle modalità di produzione, abbandonando la produzione di prodotti a “vita breve”.

Un modo di produrre, quindi, che dovrà abbandonare la creazioni di beni “usa e getta” e che dovrà cominciare a pensare e costruire prodotti che abbiano una vita più lunga, che siano riparabili, abbandonando una volta per tutte la politica commerciale della cosiddetta obsolescenza programmata, quel processo con il quale viene suscitata nei consumatori l’esigenza di accelerare la sostituzione di beni e in cui prevale la produzione di prodotti soggetti a un rapido decadimento di funzionalità.

Questo cambio di rotta, nella visione della UE, dovrebbe portare molte aziende a convertirsi; passando dalla produzione e commercializzazione di prodotti, all’erogazione di servizi quali: il noleggio, la condivisione, la riparazione ed il riciclo.

In tutto questo il consumatore assumerà un ruolo centrale. La transizione ecologica dipenderà fortemente dalle scelte dei consumatori che,necessariamente, dovranno essere sempre più consapevoli e sostenibili. Tali comportamenti dovranno essere incentivati e supportati da scelte politiche congrue con gli obiettivi individuati, perché soltanto il mutamento critico del pensiero dei cittadini (da “consumatore” a “utilizzatore, da proprietario a condividente”) potrà dare quell’impulso indispensabile alla svolta verde e al conseguente aumento della domanda di servizi legati al noleggio, alla condivisione, allo scambio, alla riparazione e alla ricostruzione dei prodotti.

Il consumatore scegliendo prodotti duraturi e riciclabili; condividendo con altri consumatori/utenti beni e servizi, preferendo prodotti a km0 e privi o con un ridotto imballaggio, potrà dare un importante impulso alla ormai famosa svolta verde. L’Unione Europea ha fissato nell’economia circolare una delle proprie priorità in tema ambientale, nel 7°programma d’azione per l’ambiente infatti sottolinea: “La nostra prosperità e il nostro ambiente sano sono frutto di un’economia circolare innovativa, dove nulla si spreca, dove le risorse naturali sono gestite in modo sostenibile e dove si tutela, si apprezza e si ripristina la biodiversità con modalità che migliorano la tenuta della nostra società”.

Giaime Barducci

“Realizzato nell’ambito del Programma generale di intervento della Regione Emilia-Romagna con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello sviluppo economico. Ripartizione 2018”

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